CORTE DI CASSAZIONESENTENZE COMMENTATE 8

Con la sentenza del 6 marzo 2018, la Cassazione ha ribadito la rilevanza assoluta dell’art. 644 comma 3 c.p. e la sua centralità in materia di rilevazione di usura. Tale norma rileva in senso assoluto e al di sopra di ogni regolamentazione ministeriale e/o addirittura di Bankitalia. 

Infatti, la Suprema Corte ha accertato come siano inapplicabili sia le istruzioni diramate dall’istituto di vigilanza sia i D.M. recanti le rilevazioni dei tassi soglia ove in contrasto con il chiaro dettato normativo dell’art. 644 c.p..

Dr. Pierluigi R. Antenucci

 

Riproduzione vietata
NOTE OBBLIGATORIE per la citazione o riproduzione sul sito ANLUS e nella sua rivista.
È consentito il solo link dal proprio sito alla pagina del sito/pagina/rivista che contiene l'articolo di interesse.
È vietato che l'intero articolo, se non in sua parte non superiore al decimo, sia copiato in altro sito; anche in caso di pubblicazione di un estratto è sempre obbligatoria l'indicazione della fonte e l'inserimento di un link diretto alla pagina del sito/pagina/rivista che contiene l'articolo.

SENTENZA FERNANDOSENTENZE COMMENTATE 7

La Sentenza n. 17352/2017 pubblicata il 13/07/2017 dalla Suprema Corte ha sostanzialmente affermato come il mutuo fondiario concesso per una somma eccedente l’80% del valore dei beni ipotecati sia nullo.

In sintesi la Corte ha ribadito come, nel caso in cui la banca ecceda il limite di finanziabilità prescritto dalla legge con riferimento alla categoria dei mutui fondiari, il mutuo sia nullo in quanto lesivo di un interesse dell’economia nazionale.

Dr. Ferdinando Linsalata

 

Riproduzione vietata
NOTE OBBLIGATORIE per la citazione o riproduzione sul sito ANLUS e nella sua rivista.
È consentito il solo link dal proprio sito alla pagina del sito/pagina/rivista che contiene l'articolo di interesse.
È vietato che l'intero articolo, se non in sua parte non superiore al decimo, sia copiato in altro sito; anche in caso di pubblicazione di un estratto è sempre obbligatoria l'indicazione della fonte e l'inserimento di un link diretto alla pagina del sito/pagina/rivista che contiene l'articolo.

 

 

 

 

IMM PIERA NEWSEMINARIO ASSOCTU ROMA 20 settembre 2017

Nonostante le sentenze contrarie, la questione della presenza di anatocismo negli ammortamenti di mutui “alla francese” risulta tutt’altro che archiviata. Sempre più energica e autorevole è infatti la riflessione intorno al tema, una riflessione che diventa presa di posizione e prende poi la forma di articoli, libri, convegni; un crescente proliferare di iniziative che vedono in prima fila non solo esperti e cultori di diritto civile ma anche attuari professionisti e accademici di matematica finanziaria. E un dato emerge su tutti: più si approfondisce lo studio più si conferma quello che per gli esperti e gli studiosi è già inconfutabile, ovvero che l’ammortamento alla francese produce anatocismo.

Come si spiega, allora, la divergenza esistente tra i cosiddetti addetti ai lavori, come ad esempio i giudici di merito, e gli esperti e studiosi della materia?

La causa di tale divergenza è da ricercare, almeno in parte, nella non adeguata distinzione tra il concetto di metodologia di ammortamento e quello di regime finanziario, in base alle cui leggi vengono effettuati i calcoli per la stesura dei piani di rimborso.

In matematica finanziaria esistono infatti due diversi procedimenti per determinare il montante M, vale a dire la somma tra il capitale iniziale C e l’interesse maturato I durante il periodo di tempo t intercorso tra il momento in cui il capitale viene prestato ed il momento in cui avviene la sua restituzione.

Questi due procedimenti sono:

  • La capitalizzazione semplice, in cui l’interesse non è fruttifero, perché è solo il capitale iniziale a fruttare;
  • La capitalizzazione composta, in cui l’interesse è fruttifero, perché alla fine di ogni sotto-periodo, questo si aggiunge al capitale iniziale e produce a sua volta un interesse nei periodi successivi: è il regime che genera l’anatocismo.

Nell’ammortamento francese la rata costante R viene determinata attraverso la formula matematica del regime della capitalizzazione composta che pone la condizione affinché la somma C mutuata sia uguale al valore attuale delle rate. Se si procedesse all’attualizzazione delle rate nel regime finanziario della capitalizzazione semplice, la rata (a parità delle altre condizioni) risulterebbe inferiore.

All’aumentare del frazionamento del rimborso, il costo del prestito cresce progressivamente e “l’ammortamento alla francese” genera un divario tra il tasso nominale pattuito in sede di stipula contrattuale ed il tasso effettivo che, oltre a non corrispondere a quanto dichiarato in atti potrebbe, in taluni casi, anche risultare superiore al tasso soglia usura (L.108/96).

Al seminario ASSOCTU del 20 settembre u.s., il prof. Antonio Annibali - ordinario di matematica finanziaria presso la Facoltà di Economia dell’Università La Sapienza di Roma - ha ancora una volta confermato, con il supporto autorevole dei suoi studi, l’esistenza dell’anatocismo nell’ammortamento alla francese.

A questo punto rimane da chiedersi: la matematica è un’opinione? Ci è stato insegnato fin da bambini che “la matematica NON è un’opinione”.

Fiduciosi attendiamo che tale principio venga applicato anche dagli “addetti ai lavori”.

 

Dr.ssa Piera De Magistris

 

 

SENTENZE C 6

SENTENZE COMMENTATE 6

Con la sentenza del 5 aprile 2017, n. 8806, la Cassazione civile ha pronunciato il seguente principio di diritto: “In relazione alla ricomprensione di una spesa di assicurazione nell'ambito delle voci economiche rilevanti per il riscontro dell'eventuale usurarietà di un contratto di credito, è necessario e sufficiente che la detta spesa risulti collegata all'operazione di credito. La sussistenza del collegamento, se può essere dimostrata con qualunque mezzo di prova, risulta presunta nel caso di contestualità tra la spesa e l'erogazione.”

La Corte ha inoltre precisato che “la contestualità tra credito e assicurazione - quale espressione indicativa, e presuntiva, del «collegamento» tra questi elementi che è richiesto dal comma 5 dell'art. 644 - si pone, prima di ogni altra cosa, come manifestazione tipica di un'offerta sul mercato che si modella sull'articolazione di prodotti predisposti in modo unitario e preassemblati (ovvero «a pacchetto», per rendere il concetto in termini evocativi)”.

 

Dr. Roberto Rizzo

 

SENTENZE C 5SENTENZE COMMENTATE 5

La sentenza N. 21470 del 15/09/2017 statuisce che, nei finanziamenti erogati sotto la forma di apertura di credito in conto corrente, la pattuizione di un tasso extra fido (per sconfinamento) che superi il tasso soglia non comporterebbe la non debenza degli interessi convenzionali ex art. 1815 cod.civ., ove gli interessi convenzionali stessi, relativi dunque agli utilizzi che si collocano entro i limiti dell’accordato, non superino il tasso soglia al momento della pattuizione. 

Non possiamo fare a meno di dissentire dalla sentenza in questione; la stessa contrasta infatti anche con il recente e assimilabile principio statuito dalla sentenza n. 23192 del 4.10.2017 che stabilisce come non siano dovuti ex. art. 1815 cod. civ. gli interessi convenzionali relativi ad un mutuo quando gli interessi di mora relativi allo stesso siano pattuiti in misura eccedente il tasso soglia.

 

Dr. PIERLUIGI R. ANTENUCCI

Presidente Anlus

 

SENTENZE C 4SENTENZE COMMENTATE 4

Le Sezioni Unite della Cassazione hanno enunciato con la sentenza n. 24675 del 19/10/2017 il seguente principio:

Allorché il tasso degli interessi concordato tra mutuante e mutuatario superi, nel corso dello svolgimento del rapporto, la soglia dell’usura come determinata in base alle disposizioni della legge n. 108 del 1996, non si verifica la nullità o l’inefficacia della clausola contrattuale di determinazione del tasso degli interessi stipulata anteriormente all’entrata in vigore della predetta legge, o della clausola stipulata successivamente per un tasso non eccedente tale soglia quale risultante al momento della stipula; né la pretesa del mutuante di riscuotere gli interessi secondo il tasso validamente concordato può essere qualificata, per il solo fatto del sopraggiunto superamento di tale soglia, contraria al dovere di buona fede nell’esecuzione del contratto.

 

Dr. PIERLUIGI R. ANTENUCCI 

Presidente Anlus